Home » Gli scavi archeologici di Pompei (Napoli) – Informazioni e orari dal 1° aprile 2022 al 31 ottobre 2022 – Circuito del Parco Archeologico di Pompei

Gli scavi archeologici di Pompei (Napoli) – Informazioni e orari dal 1° aprile 2022 al 31 ottobre 2022 – Circuito del Parco Archeologico di Pompei

by jp4aati9

Gli scavi archeologici di Pompei rientrano nel più ampio circuito del Parco Archeologico di Pompei, Istituto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo che ha competenza territoriale, oltre che sull’area archeologica di Pompei, anche su altri siti archeologici e luoghi della cultura.

I siti del Parco Archeologico di Pompei sono:

A cuasa delle restrizioni dovute al Covid-19 ci sono diverse modalità di ingresso e di prenotazione, che è possibile consultare cliccando qui.

Orari e giorni di apertura degli scavi di Pompei – Dal 1° aprile 2022 al 31 ottobre 2022

E’ possibile visitare gli scavi di Pompei tutti i giorni dal 1° aprile 2022 al 31 ottobre 2022, l’orario di apertura è alle ore 9, con ultimo ingresso alle 17.30 e chiusura alle 19.

Sono previsti giorni di chiusura il 25 Dicembre, 1 Gennaio e 1 Maggio (salvo diverse comunicazioni che solitamente sono comunicate qui: http://pompeiisites.org/category/comunicazioni-di-servizio/?post_type=avvisi)

Prezzi del biglietto per gli scavi di Pompei

Il ticket ha validità 1 giorno e comprende anche l’ingresso a Villa Regina di Boscoreale. Il prezzo del biglietto è di 16,00 € a persona. Biglietto ridotto a 2,00 € (+1,50 € di prevendita on line) per i cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni (non compiuti).

A partire dalle ore 16,00 è prevista una riduzione dell’ingresso in alcune domus. Per l’elenco degli edifici visitabili con relativi orari di apertura e chiusura consultare la pagina: http://pompeiisites.org/infodomus/.

Per gli scavi archeologici di Pompei sono previsti, salvo particolari restrizioni, diversi ingressi:

• Porta Marina (via Villa dei Misteri)
• Piazza Esedra (piazza Porta Marina Inferiore)
• Piazza Anfiteatro (piazza Immacolata)

DA APRILE 2022 INGRESSO GRATUITO ogni prima domenica del mese

Nelle domeniche gratuite (la prima di ogni mese), in caso di forte afflusso di visitatori nella mattinata, le casse saranno chiuse per un’ora al raggiungimento di 15.000 visitatori entro le ore 12.00, al fine di impedire una eccessiva presenza simultanea di turisti, che potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza e la salvaguardia del sito e favorire il deflusso in uscita.

COME ARRIVARE agli scavi archeologici di Pompei e all’area archeologica

In treno:

• Porta Marina, Piazza Esedra: Circumvesuviana Napoli-Sorrento (fermata Pompei Villa dei Misteri)
• Piazza Anfiteatro: Circumvesuviana Napoli-Poggiomarino (fermata Pompei Santuario)
• Treno FS Napoli-Salerno (fermata Pompei)
• Pompei Link è il servizio combinato treno + bus che in circa 15 minuti collega la stazione di Pompei al Parco Archeologico.


In autobus:

• SITA da Napoli e Salerno
• BUSITALIA Campania bus n. 4 da Salerno a Pompei (PORTA MARINA)
• BUSITALIA Campania bus n. 50 celere da Salerno (via autostrada)


In auto:

• Autostrada A3 Napoli-Salerno (uscita Pompei ovest)

in aereo: Pompei dista dall’aeroporto di Napoli Capodichino circa 25 km. Per i collegamenti con l’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino CLICCARE QUI

Mappa dei percorsi e guida agli scavi di Pompei

mappa del percorso 1
mappa del percorso 2 (temporaneamente non attivo)

Scarica la guida/Guide/Guìa/Führer in Italiano English Español Français Deutsch

AVVISO: I visitatori con difficoltà motoria potranno seguire da piazza Anfiteatro il percorso facilitato “Pompei per tutti” con ritorno in uscita a Piazza anfiteatro o eventualmente usufruendo dell’uscita di Piazza Esedra¸ utilizzando l’ascensore dell’Antiquarium, chiamando preventivamente il coordinamento
(+39 081 8575400) per ridurre i tempi di attesa.

La storia di Pompei e l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Dal 62 d.C. si erano verificati a Pompei vari terremoti e quindi la città faticosamente ricostruiva ciò che era stato distrutto. Il Vesuvio si risvegliò nel 79 d.C. e la investì con una densa nuvola di cenere, lapilli e scorie che la seppellì sotto uno strato spesso 6 metri. Per secoli Pompei rimase sepolta.

Verso la fine del 1500 durante lo scavo di un canale furono rinvenute iscrizioni e tracce di affreschi, ma la vera esplorazione cominciò nel 1748.

Dal 1860 gli scavi furono condotti con sistematicità e rigore scientifico da Giuseppe Fiorelli, che ideò il metodo con cui ricavare il calco in gesso delle vittime dell’eruzione versando gesso fuso nei vuoti lasciati dai loro corpi nell’ammasso di ceneri solidificate.

Solo nel 1960 iniziò l’esplorazione della vasta necropoli vicino a porta Nocera.

Pompei è l’unica città antica di cui è rimasta intatta la struttura topografica. Le strade sono quasi tutte rettilinee, ortogonali, lastricate e fiancheggiate da abitazioni o da botteghe; le arterie principali hanno ai lati i marciapiedi elevati e pavimentati. L’estensione era di circa 66 ettari con una cinta muraria di oltre 3200 metri. Al momento dell’eruzione gli abitanti erano circa 35.000.

L’archeologo Fiorelli suddivise l’abitato in 9 regiones e ognuna di queste in insulae, assegnando un numero d’ordine progressivo a ogni vano d’ingresso di ciascun isolato.

Le Domus e le aree degli scavi di Pompei da non perdere (iniziando la visita da Porta Marina)

  • Tempio di Apollo
  • Basilica, centro della vita economica della città
  • Foro, sul quale si affacciano i principali edifici pubblici
  • Macellum
  • Tempio di Giove
  • Terme del Foro
  • la Casa di Pansa, una delle più grandi residenze che occupa un’intera insula.
  • la Casa di Sallustio, esempio di abitazione sannitica del II secolo a.C.
  • Via dei Sepolcri: strada suburbana fiancheggiata da ville, botteghe e sepolcri.
  • Villa dei Misteri, II secolo a.C., è uno dei più importanti edifici per la struttura architettonica e soprattutto per le pitture che la decorano,
  • Casa del Fauno, nobile residenza che occupa un intero isolato (80 × 35 m). Il nome deriva dal bronzetto che decorava uno degli impluvium della casa, ora al Museo Nazionale di Napoli, insieme a gran parte dei mosaici che la ornavano.
Fauno danzante
  • Casa dei Vettii, appartenuta a una famiglia di ricchi mercanti ha al suo interno una ricca decorazione parietale.
  • Casa degli Amorini dorati, appartenuta ad una ricca famiglia pompeiana.
  • Casa del Centenario, così chiamata perché scavata nel 18° centenario dell’eruzione (1879), ha una pianta complessa, risultato dell’unione di tre abitazioni indipendenti.
  • Terme centrali: sono il più antico e completo impianto termale pompeiano. che consta di tre parti principali che si sviluppano attorno al vasto cortile della palestra: i bagni pubblici a E, ripartiti in maschili e femminili; bagni privati dietro il portico del lato N; a O gli impianti per l’uso combinato del bagno con gli esercizi della palestra.
  • Un propileo a colonne ioniche, preceduto da una fontana pubblica, introduce a un insieme di edifici: il Foro triangolare limitato dal tempio dorico dedicato a Ercole; la Palestra sannitica; il Teatro grande (costruito in epoca ellenistica utilizzando il pendio naturale della collina, ampliato in età augustea, aveva una capienza di 5.000 spettatori); la Caserma dei gladiatori, da cui provengono le armi gladiatorie ora al Museo Nazionale di Napoli; l’Odeion, costruito poco dopo l’80 a.C.
  • Tempio di Iside di età preromana, ma ricostruito dopo il 62 d.C., è uno dei santuari dedicati a Iside meglio conservati.
  • Via dell’Abbondanza: attraversa uno dei quartieri commerciali più attivi della città, dove avevano sede numerose tintorie e laboratori per la fabbricazione dei vestiti di lana. La Fullonica Stephani, è tra le più complete lavanderie-tintorie di Pompei, uno dei più tipici esempi della trasformazione di una casa in officina (al pianterreno) con l’alloggio al piano superiore. Dopo la Bottega di Verus, venditore di suppellettile bronzea (qui fu ritrovata la “groma”, strumento per la misurazione dei campi) segue la Casa del Criptoportico, celebre per il fregio decorato con scene dell’Iliade e di altri poemi ciclici;
  • Casa del Menandro, detta anche del Tesoro delle Argenterie, perché nel 1930 vi si rinvennero 115 pezzi d’argento.
  • Anfiteatro (di forma ellittica, misura 135 × 104 m, con una capienza di 20.000 spettatori). E’ l’anfiteatro più antico tra quelli pervenutici. Costruito nell’80 a.C., rimase inattivo per ben 10 anni, per decreto del Senato, a seguito della sanguinosa rissa che vi si accese tra Nucerini e Pompeiani, nel 59 d.C.
  • Necropoli

foto di Alfredo Valente

vedi anche

Il sito usa cookies pe migliorare la tua esperienza. Daremo per scontato che tu sia d'accordo, ma puoi annullare l'iscrizione se lo desideri. Accetta Dettagli

Privacy & Cookies Policy